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Al Cash Cicirello – In my Cabin
Al Cash, all’anagrafe Alain Cicirello, polistrumentista esploratore “irregolare” di suoni, comunicatore, un pò anche organizzatore di eventi.
Tante cose.
Qualche tempo fa mi capitò di imbattermi in un curioso Ep intitolato “In my cabin” nel quale Al si cimentava in un repertorio di brani tradizionali degli Appalachi, Il viaggio in U.S.A. di Al ha dato a mio modo di vedere una bella dose di verità a quest’opera volutamente “home made”, una delle particolarità era che praticamente tutti i brani erano stati registrati con un singolare strumento chiamato “Dulcimer” dal suono antico ed evocativo.
Ho quindi deciso di chiedere ad Al qualcosa di più sul suo percorso e su “In my cabin”.
Al, prima di parlare di “In my cabin” parlaci un pò di te.
Classe 1987, il diminutivo AL mi viene dato in quanto, con un nome di battesimo francese, non poteva diventare Ale ed il soprannome “Cash” mi viene dato a seguito del mio vocione, al fatto che indossi sempre qualcosa di nero ed al mio amore per il “Man in Black”.
Mi appassiono di Roots Music Americana sin da piccolo grazie al film “Blues Brothers”, in maniera particolare alla scena in cui John Lee Hooker suona in Maxell Street, e da lì in poi ( passaggio che credo abbia fatto chiunque si approccia alla chitarra) sono passato da suonare “Knocking on heaven’s door” a ricercare qualcosa in più.
Nella post adolescenza ho la fortuna di incontrare quello che definisco il Maestro con la M maiuscola, Massimo Zampini (The Starliters, Rockin Bonnie Western Bound Combo) il quale, oltre ad insegnarmi a suonare, mi ha aiutato a coltivare questa passione facendomi conoscere anche il lato “bianco” ,oltre a quello “nero”, e dandomi l’insegnamento più grande al mondo “Si diventa vecchi quando si smette di essere curiosi”.
Forte di questo insegnamento sono passato dal semplice suonare la chitarra a sfruttare al meglio uno degli strumenti naturali che ognuno di noi ha, la voce, ed ad appassionarmi (e praticare) ogni strumento musicale che mi colpisce e, soprattutto, a vedere la musica sotto un aspetto differente, non solo uditivo, ma storico/culturale.
Al momento suono in tre progetti: Al Cash OMB, in puro stile One Man band, l’Al Cash project, insieme al socio a delinquere Corrado Giunta, progetto che amiamo definire “follia allo stato puro” in quanto suoniamo i generi americani che ci piacciono ( senza alcuna distinzione) e con il quale sperimentiamo un sacco…ogni nostro live è composto da molti cordofoni, da un sacco di percussioni e strumenti autocostruiti, e con Strum & Drum Duo, insieme all’atro socio Mirko Marzani ( Vagbardi, Bretellas) con il quale suoniamo brani americani della prima parte del ‘900.
Come nasce in my cabin?
L’ep “In my cabin” nasce a seguito di un lavoro di studio, dico lavoro perché durante il lockdown, mi sono messo a recuperare libri, dvd, filmati, manuali riguardanti la Mountain Music, in particolare mi sono concentrato sui lavori David Holt.
Da lì nasce l’esigenza di suonare qualche strumento “antico” come il dulcimer e strumenti come irish Bones, Spoons…imparare l’Hambone (body percussion)…fino ad arrivare a suonare il sacchetto del pane.
L’ep contiene al suo interno gli “standard” del genere ed è stato registrato in pieno stile home recording, con un dulcimer e delle percussioni, minimale, con l’obbiettivo di ricreare l’ambiente delle cabin dei monti Appalachi.
Eri mai stato in America prima? Hai trovato quello che cercavi?
No, sono stato per la prima volta nel 2024, in Texas, sogno che ho sempre avuto e che mi porto stampato sulla pelle, e devo dire che ho trovato molto di più di quello che cercavo.
“Si diventa vecchi quando si smette di essere curiosi.”




Il Dulcimer che strumento è?
Il dulcimer è uno strumento medievale, una sorta di una cetra trapezoidale simile a un salterio.
Nello specifico, quelli da me usati, sono: Il dulcimer appalachiano, con cassa e manico, è anche conosciuto come dulcimer di montagna. Ed è uno strumento di origine irlandese/scozzese con 4 corde metalliche (2+1 doppia). L’accordatura tipica è DAD (RE LA RE) o in qualche caso DAA (RE LA LA).
Si suona orizzontalmente in genere appoggiato orizzontalmente sulle gambe, col plettro o con le dita, o con un piccolo legnetto o verticalmente se si usa l’archetto.
Ed il dulcimer banjo, che non è altro che un dulcimer appalacchiano modificato aggiungendo una membrana vibrante al corpo dello strumento. Ciò modifica il tono e il volume dello strumento, operando sullo stesso principio del banjo.
La particolarità che amo di questo strumento è, che oltra ad essere a scala cromatica, è anche a scala diatonica.
Parlami del viaggio in U.S.A.
10 ore di viaggio in aereo è una sfida tosta per un assiduo tabagista…
In ambito musicale ho potuto finalmente capire come si suonano determinati generi, ho capito che non c’è bisogno di strafare e soprattutto che puoi suonare un walzer, o una mazurka, dopo che hai proposto un brano di Bill Haley…ed il pubblico risponde sempre in maniera positiva (meditate gente).
Avendo la passione per artisti come Willie Nelson, Waylon Jennings, Lucinda Williams…ho avuto la possibilità di fare un tour guidato all’interno dell’Austin City Limits (fino ad all’ora visto solo su Youtube) ed è stata un’esperienza che ancora oggi mi fa venire gli occhi languidi.
Ed infine ho potuto vedere Dale Watson al Broken Spoke…ho ancora i brividi!!!
In ambito culturale ci sono un sacco di musei da visitare, e se pur essendo un Paese “giovane”, c’è tantissima arte e storia da conoscere. Poi ho finalmente visto la Nasa, che per un visionario e sognatore come me, è stata un’esperienza unica…credo che al mio arrivo abbiano coniato una nuova frase “Huston abbiamo il problema”…ma questa è un’altra storia…
Hai ascolti molto diversi fra loro chi ti piace particolarmente nel Blues?
Farei prima a dirti che non mi piacciono Eric Clapton, Steve Ray Voughan, Jimy Hendrix…
Il blues che piace a me è quello che suona “male”,storto, ossessivo…
Ascolto tantissimo artisti come John Lee Hooker, R.L. Burnside, Jessie Mae Hemphill, Junior Kimbrough,T Model Ford, in pratica tutta la scena delle Hill compreso le fife & drum band.
Sono ossessionato da Bo Diddley, Clarence “Gatemouth” Brown, Louisiana Red, Henry Thomas, potrei continuare per ore a far nomi.
Amo la musica di Little Victor, ho tutti i suoi dischi e le sue produzioni, quei suoni e quel modo di suonare sarebbe per me un grande traguardo.
Di italiani: Angelo “Leadbelly” Rossi, Max Prandi e (prendetela pure come una leccata di culo, ma me ne fotto) Marco Vignazia: se non avete mai sentito il progetto “Prison songbook” andatelo a cercare…i progetti curati al millessimo sono una figata!!!
Molti live, hai in programma qualche festival per l’estate?
Si, ce né uno in particolare a cui teniamo molto come Al Cash Project che è il Woodinstock, che si tiene a fine luglio a Ternate (Varese). Per noi questa 3 giorni è molto speciale non solo perché si ha la possibilità di condividere il palco con artisti di varie estrazioni musicali e grandi nomi ma soprattutto perché si raccolgono fondi per la lotta al Parkinson.
So che quanto segue sembra un discorso in stile Barbara D’Urso, ma, quando la tua “arte” può prestarsi per una buona causa è molto più stimolante che suonare ad un festival di settore.
Programmi per il futuro?
Continuare in questa infinita ricerca musicale, continuare ad organizzare eventi dove le persone possano condividere in maniera genuina il fare musica, cercare sempre nuovi musicisti sul territorio e non con i quali scambiarsi idee, trucchi,consigli per crescere e…un altro viaggio in America…magari a godersi un Hill country pic nic.
Dove si può trovare in my cabin?
Da buon boomer lo trovate sul mio canale Youtube o se proprio lo desiderate possedere…cercatemi sui vari social che ve lo invio.

